INTERVISTA A CRISTINA BOWERMAN


Che percorso hai fatto per arrivare dove sei adesso?
Un percorso differente rispetto al tradizionale. Parto con una laurea in giurisprudenza e una pratica legale, passando per disegnatrice grafica per poi approdare al mondo della cucina. Un percorso apparentemente complicato ma, che per me, ha avuto un senso con il risultato di una formazione completa.

Sei soddisfatto di come sei e di quello che hai raggiunto?
Assolutamente sì. Ma quella sensazione credo attenga alla mia personalità. Sebbene voglia sempre migliorarmi, mi impongo serenità "accontentandomi" di quella che sono e dei risultati raggiunti. È difficile conciliare queste due sensazioni e spesso non ci riesco, ma almeno provo!

 

Il tuo rapporto con la cucina e il tuo piatto preferito.
Il mio rapporto con la cucina è sempre stato intimo, passionale. Quasi ogni memoria infantile e adolescenziale è legata alla cucina, a un piatto. I ricordi della mia famiglia sono legati alla cucina, agli ingredienti, alle preparazioni della tradizione e non.
Il mio piatto preferito non esiste... esistono più piatti che saranno sempre nel mio cuore, legati a un fattore emotivo irriproducibile: i pomodori secchi di mia nonna, la pasta al gratin di mia madre, i panzerotti o taralli di mio padre, per non parlare della pasta e piselli di mia nonna.

Il tuo rapporto con l'arte e la tua forma d'arte preferita.
L'arte ha sempre fatto parte della mia vita. Mia madre e mia sorella sono le artiste di casa, mia sorella dal liceo artistico si è poi formata come architetto. Le visite ai musei erano frequenti e i libri non mancavano. La mia passione per l'arte mi ha avvicinato al mondo della grafica. Ho frequentato molti corsi a UCI e ACC, ho fatto corsi di scultura, pittura ma la mia forma d'arte preferita rimane la fotografia. Spero un giorno di riuscire a dedicare tempo a questa mia passione.

Il tuo rapporto con lo sport e il tuo sport preferito.
Ho praticato molti sport, mai a livello agonistico, preciso, ma davvero tanti sport. Da inline skating a windsurf, da scubadiving a tennis, da ping pong a danza (classica e moderna). I miei sport preferiti comunque sono sport d'acqua, in particolare, vela e scuba diving.

Il tuo rapporto con la tecnologia e il tuo strumento tecnologico preferito?

È ottimo! Già nel '90 in Italia quando pochi avevano accesso ai computer, io ne usavo già uno. Ma il mio trasferimento negli Stati Uniti mi ha proiettato in un mondo totalmente diverso in cui strumenti tecnologicamente avanzati erano più accessibili. Il mio rapporto è stato da subito molto "amichevole". I miei anni come disegnatrice grafica non hanno che rafforzato il mio rapporto con la tecnologia. Oggi, purtroppo, penso che mi sentirei persa senza il mio computer o iphone.

Qual è lo chef, l'artista e l'atleta che ammiri di più?

Le persone oneste. Sembrano una rarità al giorno d'oggi.

Un rimpianto che hai?

Nessuno. Ho sempre fatto quello che ho voluto, prendendo grossi rischi, ma non volevo alcun rimpianto.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Continuare a fare ciò che mi piace. Vorrei in un certo senso divenire un piccolo punto di riferimento per le donne che vogliono far parte del mondo dell'alta cucina.

Il tuo motto?
"Sky's the limit", motto entrato nel linguaggio comune che proviene da un film del '38 di Buchanan, ma poi divenuto anche il titolo di canzoni interpretate da molti artisti.


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